Ho trascorso un’ora seduta su una panchina davanti a una scuola, semplicemente osservando il flusso di bambini e adolescenti che uscivano. La prima cosa che mi ha colpito è stata l’uniformità: abiti bianchi e neri, silhouette semplici, dettagli minimi e scelte di trucco quasi identiche. Alcuni camminavano da soli, altri in piccoli gruppi, ma il linguaggio visivo era sorprendentemente uniforme. Non era mancanza di interesse. Era qualcosa di più discreto, quasi protettivo.